sabato 25 giugno 2016

Brexit, rischio aumento mutui degli italiani


E' facile immaginare che adesso le banche reagiranno al picco in Borsa scaricando i costi sui nuovi prestiti. L’impatto maggiore si farà sentire sui prestiti con un tasso variabile.


Il giorno dopo al voto che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall'Unione Europea resta l’incertezza su quale sarà l’impatto concreto della scelta del popolo britannico sulla vita e le decisioni dei risparmiatori italiani. Di sicuro, quello su cui concordano tutti gli analisti in queste ore è che a farne le spese, a catena, saranno i paesi europei più deboli come l’Italia. Ne è sicuro Fabrizio Coricelli, economista della Sorbona di Parigi.
Analizziamo le possibili conseguenze per l’Italia.

Settore bancario
Il rischio maggiore è che il panico si riverserà presto sul sistema bancario italiano, finendo per determinare un aumento delle rate dei mutui, una contrazione del credito, e una nuova frenata del mercato immobiliare che aveva giusto iniziato a rialzare la testa.
Londra, dice Coricelli, è il principale centro finanziario dell’euro, e ciò è dovuto al fatto che l’Inghilterra finora ha beneficiato dell’accesso alle infrastrutture finanziarie dell'Eurozona pur non facendone parte. Questo ha garantito una situazione di tranquillità perché le banche inglesi che hanno una quantità di operazioni in euro ora di fatto sono garantite dalla Banca Centrale Europea.
Se dovesse crollare il sistema britannico c’è un rischio serio di aumento dei tassi per le banche italiane che cercano di finanziarsi sul mercato e ci sarà un impatto anche sui nostri titoli pubblici con conseguenze per i risparmiatori.

Settore dei mutui
Il costo della raccolta dei nostri istituti bancari si alzerà e forse le banche reagiranno scaricando i maggiori oneri sui nuovi contratti di mutuo o su quelli a tasso variabile. Nessun rischio, invece, per chi ha contratto un mutuo a tasso fisso. Il quantitative easing della Bce, avviato a marzo 2015, aveva dato una forte spinta al mercato dei mutui e dei prestiti ma ora rischia di essere insufficiente. Nel breve periodo, quindi, si potrebbe assistere a una nuova contrazione del credito per famiglie e imprese. Il panico sui mercati farà schizzare lo spread su titoli italiani.

Settore immobiliare londinese: prezzi al ribasso
Il trasloco verso altre realtà delle società finanziarie da Londra potrebbe far crollare i prezzi degli immobili che subirebbero una forte contrazione per la minore domanda accompagnata da una maggiore offerta sia in vendita che in locazione. Comprare casa a Londra sarà più facile.


Milano sarà più attrattiva
Tra le prime banche a minacciare l’uscita dal Regno Unito è stata, già l’anno passato, HSBC. E non c’è solo la scelta delle singole banche ma anche la concorrenza tra le città. Francoforte e Parigi si sono già candidate ad accogliere gli istituti che volessero trasferire le loro attività da Londra, e anche Milano potrebbe giocare un ruolo in termini d'attrattività.


Voli low-cost a rischio
Lo spazio unico europeo potrebbe più non includere la Gran Bretagna e i suoi vettori aerei, che saranno costretti a fare ulteriori accordi e sottoscrivere nuovi permessi per volare in Europa. Michael O’Leary, l’ad di Ryanair, ha già avvisato Londra: «Siamo pronti a diminuire gli investimenti e saremo costretti ad aumentare le tariffe». EasyJet, invece, è indecisa: da una parte c’è lo sguardo all'Europa continentale e alle lucrose rotte da e per la Gran Bretagna, ma dall'altra ci sono le norme che verranno presto a cadere e che fino ad oggi hanno permesso voli pan-europei liberi da vincoli e trattati.