mercoledì 29 giugno 2016

Cosa succede se non pago il mutuo della casa? Conseguenze


Non siete stati in grado di pagare la rata del mutuo e siete preoccupati delle conseguenze? Avete avuto un fuoriprogramma finanziario e siete costretti a ritardare il pagamento del mutuo ma non sapete cosa possa succedere?



In questo post vi daremo tutte le risposte che state cercando: cosa accade in caso di mancato pagamento della rata del mutuo, o in caso di ritardo e qual è la formula per il calcolo degli interessi di mora.



Purtroppo le conseguenze per il mancato, o il ritardato, pagamento della rata del mutuo possono essere anche pesanti, tuttavia ci sono delle prassi che vi permetteranno di arginare i danni. Vediamo di cosa di tratta.



Possono esserci differenti motivi che comportano il ritardo del pagamento della rata del mutuo. Per evitare che questo possa comportare gravi conseguenze bisogna prima di tutto stabilire qual è il motivo del ritardo.



Se si tratta di motivi economici, ovvero arrivati alla data della scadenza della rata non si dispone sul conto della copertura sufficiente ad evadere il pagamento del mutuo, è bene avvertire il prima possibile l'istituto di credito.



Se si tratta di una banca telematica contattate il servizio clienti, se invece, è una banca tradizionale presentatevi direttamente allo sportello. Vi verranno addebitati gli interessi di mora, ma avendo preannunciato il ritardo difficilmente la banca procederà a segnalarvi al CRIF.



Il CRIF è il gestore del principale Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) operante in Italia, chiamato EURISC. Si tratta di un archivio telematico che contiene i dati sui finanziamenti richiesti ed erogati a privati ed imprese.



Secondo la normativa vigente, se le difficoltà economiche sono dovute alla perdita del posto di lavoro o altra causa, si può fare richiesta per la sospensione del mutuo o una rinegoziazione del piano di ammortamento o una surroga.



Se il ritardo è invece dovuto a un problema tecnico, non è responsabilità della banca, ma del mutuatario, il quale deve controllare ogni mese il buon fine del versamento della rata e, in caso di difficoltà tecniche, segnalarle direttamente alla banca.



Il mancato pagamento della rata del mutuo fa automaticamente scattare l'obbligo di pagare gli interessi di mora. Per calcolare questi interessi si utilizza una formula standard, che è la seguente:



Interessi di mora = Giorni di ritardo x Rata x Tasso di mora / 36500



Solitamente c’è una maggiorazione che va dall'1% al 4% degli interessi per le rate non pagate e la percentuale viene applicata in base al piano di ammortamento, al fatto che le rate siano costanti, decrescenti o crescenti, mensili o semestrali.



Allo stato attuale, il tasso di interesse 2016 sulle rate del mutuo scadute, si aggira intorno all'8%, a questo vanno poi sommate le spese della messa in mora del mutuatario, ovvero, commissioni di insoluto, lettera di sollecito, spese di recupero del debito.



Di seguito un esempio pratico per il calcolo degli interessi di mora:

- Ritardo accumulato: 30 giorni;
- Importo della rata del mutuo: 500 euro;
- Tasso di mora 2016 rate mutuo scadute: 8,5%.


Calcolo interessi di mora 2016 sulla rata del mutuo scaduta: 30 (giorni di ritardo) x 500 (importo rata) x 8,5% (tasso di mora 2016) / 36500 = 3,49 euro + le spese accessorie.



Se però pensate di pagare interessi troppo elevati, o peggio ancora interessi su altri interessi, potreste essere vittima di usura e anatocismo. Per tutelarsi da queste pratiche illegali e fraudolente è opportuno seguire alcuni buoni consigli.



Dopo quanto tempo viene inviata la segnalazione al CRIF?

Il mancato pagamento della rata del mutuo, oltre all'applicazione degli interessi di mora, può comportare altre gravi conseguenze.
Siete ritenuti morosi se rientrate in uno di questi tre casi:
- mancato pagamento una o più rate del mutuo;
- ritardo di pagamento superiore a 180 giorni dalla scadenza originaria della rata;
- ritardato pagamento di almeno 7 rate tra il 30° ed il 180° giorno.


In questi casi l'istituto di credito può allora procedere alla risoluzione del contratto e, successivamente, pignoramento dell’eventuale immobile messo a garanzia del prestito o l’escussione dell’eventuale fideiussione posta dal soggetto che ha fatto da garante e la segnalazione alla Centrale dei rischi, di solito il CRIF.



Ad ogni modo, il cliente ha sempre diritto di essere avvisato dalla banca qualora una qualsiasi di queste procedure venga avviata.