domenica 3 luglio 2016

Cosa succede al mutuo in caso di morte?

Nel caso in cui esista un mutuo su un immobile, quando avviene la morte del mutuatario, si possono aprire vari scenari, in base alle scelte che sono state fatte prima della stipula che dopo la morte del de cuius da parte degli stessi eredi.
Il punto certo rimane quello che la banca, in ogni caso, esige il pagamento del credito residuo o delle rate, e quindi si rivolgerà agli eredi secondo la linea di successione, a meno che non siano presenti delle polizze sulla vita caso morte fideiussorie.
Adesso vediamo le differenti possibilità.

Stipula di una polizza vita prima della stipula del mutuo
In questo caso si hanno due possibili scelte: la prima di queste è rappresentata da una polizza vita fideiussoria, che risarcirà la banca per il credito residuo (se il mutuo è cointestato, la polizza coprirà il 50% del credito residuo), senza troppe preoccupazione per i superstiti, i quali dovranno presentare alla compagnia di assicurazione i documenti che certificano il decesso, dopo di che la compagnia provvederà al risarcimento diretto all'istituto di credito.
Un’altra soluzione è quella della polizza vita causa morte stipulata separatamente al mutuo. In tale ipotesi non esiste un rapporto diretto tra banca e assicurazione, ed anche i massimali possono essere scelti con più libertà. Sta poi ai beneficiari/eredi decidere se impiegare l'importo, o una sua parte per pagare le rate del mutuo, o estinguere interamente il mutuo. In questo modo si ha anche una certa liquidità che permette di sostenere alcune spese obbligatorie, dovute proprio alla successione.

Assenza di una polizza vita
Gli eredi che subentreranno nella proprietà dell’abitazione dovranno procedere al pagamento delle rate, ma trattandosi di coobbligati, all'istituto di credito interessa solo il regolare pagamento, mentre chi pagherà (e quanto) deve essere deciso dagli stessi eredi. Questo almeno fino a quando non verrà aperta la successione, che metterà in chiaro chi sono i nuovi proprietari dell’immobile, che dovranno anche intestarsi il mutuo, e provvedere alla registrazione di una ipoteca che riporti i loro nominativi, al posto del de cuius.
Questa procedura obbligatoria richiede un atto effettuato davanti ad un notaio (con i relativi costi di iscrizione dell’ipoteca e onorario del notaio stesso). In fase di successione all'istituto di credito dovrà essere richiesta la certificazione del debito residuo ancora da rimborsare, che va allegata a tutta la documentazione della successione stessa.

Certamente si aprono ulteriori scenari se gli eredi decidono di rifiutare l’eredità (la banca dovrà procedere alla messa all'asta dell’immobile), o di accettarla con beneficio di inventario (ma in questo caso la banca vanterà una posizione privilegiata nell'acquisizione di beni mobili fino alla soddisfazione del proprio credito). Ad ogni modo la banca ha il diritto di accertarsi sulla solidità finanziaria di coloro che subentreranno nell'intestazione dell’immobile e del mutuo.

Mutuo in caso di morte dell’intestatario: la strada della “moratoria”
Nel caso in cui il decesso sia causa di grave pregiudizio per le finanze famigliari, allora, ricorrendo alcune ipotesi, si può richiedere l’accesso alla moratoria, ovvero alla sospensione del pagamento delle rate, per un periodo massimo che arriva fino ai 18 mesi. Le richieste devono inoltrate attraverso la Consap che stabilisce se ci siano i presupposti necessari per la moratoria.