giovedì 25 agosto 2016

Sospensione dei mutui case danneggiate dal sisma


L’Associazione bancaria italiana (Abi) ha chiesto agli istituti di credito di sospendere i mutui delle case danneggiate dal sisma. «Solo Affitti» annuncia: «sono trentamila le case vuote che potrebbero essere messe a disposizione di chi è rimasto senza abitazione».

Sono centinaia le famiglie rimaste senza un tetto. Così anche la rete dell’accoglienza privata si mobilita.

L'Abi sollecita le banche a sospendere i mutui sugli immobili colpiti dal terremoto. «Stiamo sensibilizzando i nostri associati - scrive in una nota - ad adottare ai residenti nei territori colpiti le previste sospensioni delle rate dei finanziamenti ipotecari collegati agli immobili residenziali, commerciali e industriali che abbiano avuto danneggiamenti anche parziali». La BNL ha accolto l’invito e ha deciso di offrire ai propri clienti la possibilità di sospendere il pagamento, per un periodo pari a sei mesi, delle rate dei prestiti e dei mutui in essere relativi ad immobili residenziali, commerciali ed industriali che abbiano subito danni, anche parziali, a seguito del sisma nel centro Italia. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha comunicato di aver stanziato un plafond di 250 milioni di euro di finanziamenti e attivato una serie di provvedimenti a sostegno delle famiglie e delle imprese delle province di Rieti, Ascoli Piceno, Perugia, Macerata e Fermo, gravemente danneggiate dagli eventi sismici.

Sono tantissimi gli albergatori che mettono a disposizione degli sfollati le camere dei loro hotel. Gli annunci passano dai social network. Alcune società immobiliari si lanciano nella corsa alla solidarietà proponendo di dare gli alloggi sfitti a chi è rimasto senza casa. È il caso di Solo Affitti che annuncia di aver individuato attraverso uno studio recentemente portato a termine quasi 30 mila case sfitte in un raggio di 20-30 chilometri all'epicentro del terremoto fra Terni, Rieti, Spoleto, Foligno San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno e Teramo. «C’è la disponibilità di circa 30 mila case vuote che potrebbero essere messe a disposizione degli sfollati accorciando i disagi per le persone coinvolte, evitando la costruzione di tendopoli e spese connesse di Protezione Civile», scrive la società in un comunicato. I comuni con la maggior disponibilità di case sfitte sono nell'ordine San Benedetto del Tronto (oltre 6.300) seguita da Spoleto e Rieti con circa 5.200. Ci sono poi Teramo e Foligno che si attestano sui 4.000 immobili sfitti. Terni, infine, ne conta quasi 1900. «Certamente una parte di questi immobili non sarà utilizzabile per varie ragioni - dice Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti - ma i sindaci e la Protezione Civile, dopo aver pensato agli aiuti di prima necessità, hanno gli strumenti per fare un censimento rapido e chiedere ai proprietari di mettere a disposizione delle popolazioni terremotate gli edifici idonei».