Definizione di Abitazione Abituale (o Principale)

Abitazione Abituale (o Principale)


Con il termine "Abitazione Abituale o Principale" si specifica l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, in cui il proprietario e il suo nucleo familiare dimorano usualmente e risiedono anagraficamente.
Nell'ipotesi in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili differenti collocati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare sono valide per un solo immobile.
Si considerano pertinenze dell’abitazione principale solo quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo.

Per poter quindi parlare di "Abitazione principale" si devono presentare nello stesso momento tre condizioni:
- il possesso/proprietà (o altro titolo reale come ad esempio l'usufrutto o il diritto di abitazione);
- la residenza anagrafica;
- la dimora abituale considerata come elemento che sussiste nel tempo.

Se si ha la residenza in una città ma (ad es. per motivi lavorativi) si vive in un altro Comune, non si può più considerare abitazione abituale.

Pertinenze: potrà essere tassata con le medesime aliquote dell’abitazione principale solo una pertinenza per categoria. Quindi una per ogni ipotetica categoria catastale quali magazzini, box, tettoie etc…. (ad esempio se come pertinenze si hanno n. 2 box, si potrà beneficiare dell’aliquota di abitazione principale solo per uno dei due. Per il secondo box si dovrà procedere con il calcolo ad aliquota ordinaria). Nell'ipotesi di più pertinenze della stessa categoria catastale è il contribuente a stabilire quale considerare pertinenza dell'abitazione principale.

Ai fini TASI, per mezzo della Legge di Stabilità 2016 è stata estesa la definizione di "Abitazione principale" anche ai locatari che usano l'immobile in locazione come loro propria abitazione principale, quindi con residenza e dimora abituale, senza la necessità del requisito del possesso che rimano valido per l'IMU. Questa "estensione" ha determinato l'esonero TASI per gli inquilini per la loro quota.
I possessori di abitazioni date in locazione come abitazione principale del locatario continuano invece a saldare regolarmente la TASI per la loro quota, che può variare dal 70% al 90% dell'accise complessivamente dovuta sull'immobile.

Sviluppi normativi
Dal 2016 (Legge di stabilità 2016) le Abitazioni principali di Categoria da A2 ad A7 sono esonerate da TASI. L'esenzione vale anche per l'inquilino che ha in locazione l'abitazione quale propria nel caso in cui sia abituale.
Dal 2014 le abitazioni abituali di Categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 sono esenti IMU.

Legge 147/2013 comma 707
«L'imposta municipale propria non si applica al possesso dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali continuano ad applicarsi l'aliquota di cui al comma 7 e la detrazione di cui al comma 10».

Quindi l'IMU viene scontata per le abitazioni principali appartenenti alle Categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (Abitazioni di tipo signorile, ville, castelli/palazzi di eminenti pregi artistici o storici).
Per le abitazioni principali che scontano l'IMU spetta una detrazione di Euro 200,00 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione. Il Comma 10 del DL 201/2011 che regolamenta la detrazione per le abitazioni principali è sostituito nel comma 7 dell'Art. 1, Legge147/2013:

"d) il comma 10 e' sostituito dal seguente: «10. Dall'imposta dovuta per l'unita' immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 nonche' per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l'unita' immobiliare e' adibita ad abitazione principale da piu' soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. I comuni possono disporre l'elevazione dell'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. La suddetta detrazione si applica agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalita' degli IACP, istituiti in attuazione dell'articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616»".

Dal 2014 non è più riconosciuta ai fini IMU la detrazione di Euro 50,00 per i figli sotto i 26 anni come previsto dal DL 201/2011.
Alle abitazioni principali soggette a IMU, e alle relative pertinenze, è applicata l'aliquota ribassata dello 0,4%.
I comuni hanno facoltà di modificare, in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino a 0,2 punti percentuali.

Per poter godere dell’aliquota ridotta e delle detrazioni è indispensabile che:
- il contribuente e il sua famiglia abbiano dimora abituale e residenza anagrafica presso l’abitazione principale;
- deve trattarsi di una sola unità catastale, infatti in presenza di due o più unità (più di un subalterno) se pur attigue la principale può essere solo una;
- nell'ipotesi in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora principale e la residenza anagrafica in immobili differenti situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.