Il Mutuo a Tasso Variabile Rata Costante


Il Mutuo a Tasso Variabile con Rata Costante

Il mutuo a rata fissa e tasso variabile si è conquistato un grande interesse. A cambiare infatti non è la rata, con le immaginabili difficoltà di pagamento in caso di aumento, ma la durata del mutuo che si allungherà o si abbrevierà in conseguenza delle variazioni del tasso di riferimento. 

Possiamo dire che è un contratto che disciplina attraverso il meccanismo del tasso variabile il rimborso degli interessi alla banca, pur mantenendo l’importo della rata mensile costante per tutto il piano di ammortamento del finanziamento.

Le fluttuazioni dei tassi di interesse non vanno quindi ad incidere sull'importo della rata, bensì in variazione della durata del piano di ammortamento. Ad esempio, se i tassi di interesse salgono, la rata resta invariata, ma si prolunga la durata del rimborso.

Il mutuatario quindi, indipendentemente dall'andamento dei mercati finanziari, continua a rimborsare il proprio debito con un ammontare mensile costante nel tempo. Però dovrà prendere in considerazione un allungamento anche significativo della vita del mutuo.

Nonostante le apparenze, il mutuo a tasso variabile e rata costante contiene un pericoloso meccanismo, legato al cosiddetto '“ammortamento alla francese” di ogni mutuo commercializzato in Italia.

La rata nella fase iniziale del piano di rimborso è costituita prevalentemente dalla quota interessi; in sostanza, per i primi anni del mutuo si rimborsano alla banca in gran parte solo gli interessi, con una riduzione del debito residuo (il capitale che si deve restituire alla Banca) pressoché trascurabile. Se nei primi 5/10 anni di vita del mutuo, i tassi crescono, la rata resterà costante, ma cambia la composizione fra capitale e interessi. La quota interessi cresce ulteriormente per effetto del meccanismo di ammortamento alla francese comprimendo ancor di più la quota capitale.
Il risultato è pagare per anni una rata dove vengono rimborsati quasi solo gli interessi, non il debito contratto, con un capitale residuo abbastanza vicino all'importo iniziale del mutuo.

Vediamo adesso i pro e i contro di questa tipologia di mutuo.
I rialzi dei tassi incrementano la durata del debito, anche significativamente, con la conseguenza che la rata costante spesso traduce solo una falsa idea di stabilità e sicurezza.
Il costo complessivo del debito, misurato dal montante interessi pagato alla banca, può essere considerevolmente superiore a quello di un mutuo a tasso variabile puro.In molti casi l’allungamento del piano di ammortamento ha un limite per contratto, ad esempio 5 anni. Dopodiché non resta che saldare il debito residuo in contanti, o accendere un altro mutuo.
L’opzione rata costante sul tasso variabile comporta dei costi aggiuntivi per il mutuatario, che si traducono in uno spread più alto, anche di 0,80%.
In determinate condizioni di mercato caratterizzate da tassi di interesse elevati, con aspettative quindi di riduzione del costo del denaro, il mutuo a tasso variabile con rata costante può permettere di cogliere i benefici offerti dal tasso variabile, senza rischiare di non sostenere l’impatto della rata di rimborso mensile sul proprio reddito.
Questa tipologia di muto offre i benefici del mutuo a tasso fisso (una rata costante) ad un livello di tassi inferiore, quindi più conveniente.
Se i tassi di interesse scendono, si riduce la durata del mutuo.

Il mutuo a tasso variabile con rata costante è consigliato a persone con un reddito mensile fisso, che, pur volendo approfittare dei benefici del variabile puro, non possono ammortizzare con il proprio reddito mensile improvvisi aumenti della rata di rimborso del mutuo.