Il Prestito ai Cattivi Pagatori

Per “cattivo pagatore” si intende chi ha avuto problemi nel restituire un prestito o un finanziamento ad una banca o ad una società finanziaria.
Tutte le banche e le società finanziarie, prima di concedere un prestito, fanno un controllo dell’affidabilità di pagamento del richiedente. Esistono infatti degli Elenchi dei Cattivi Pagatori in cui vengono iscritte le persone che hanno avuto problemi nel rimborso del prestito.
Si chiamano SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) o Centrali Rischi, questi enormi database finanziari in cui le banche riversano tutte le informazioni su prestiti, finanziamenti, mutui. Questi database vengono poi consultati dalle banche per verificare il grado di solvibilità dei clienti e sapere se in passato hanno avuto problemi a rimborsare i prestiti.
Esistono Centrali Rischi Pubbliche, come la Centrale Rischi della Banca d’Italia, che riguarda prestiti, mutui, anticipazioni, finanziamenti pari o superiori a 75.000 euro, e la Centrale Rischi della SIA (Società Interbancaria per l’Automazione) che riguarda esposizioni fra i 31.246 euro e i 74.990 euro.
Ed esistono anche Centrali Rischi Private, che custodiscono i dati di prestiti, finanziamenti, mutui e crediti di importo inferiore ai 30.987,41 euro. Tra le maggiori in Italia ricordiamo CRIF, Experian, CTC (Consorzio per la Tutela del Credito), Cerved, Infocamere.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: dopo quanto tempo si viene cancellati dall’Elenco dei Cattivi Pagatori?
Come stabilito dal Codice di Deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di Crediti al Consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti dell’Autorità Garante della Privacy, i dati dei cattivi pagatori vengono conservati nei database per le seguenti durate:
- 1 mese in caso di rifiuto o rinuncia al prestito
- 6 mesi se lo richiede l’istruttoria per la richiesta di finanziamento
- 12 mesi dalla regolarizzazione in caso di morosità di 2 rate o di mancato pagamento delle rate per 2 mesi, se poi queste vengono pagate
- 24 mesi dalla regolarizzazione dei pagamenti per i ritardi superiori a 2 rate o a 2 mesi, che vengono sanati (anche su transazione)
- 36 mesi per gli eventi negativi non sanati, dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui è risultato necessario l’ultimo aggiornamento, e per i contratti che si sono svolti positivamente (cioè senza ritardi o altri eventi negativi) in presenza di altri contratti dello stesso cliente con eventi negativi non regolarizzati.

I cattivi pagatori possono ottenere ugualmente dei prestiti?
Le persone iscritte nel registro dei Cattivi Pagatori, hanno comunque alcune possibilità per richiedere un prestito.
La via più semplice, se il cattivo pagatore lavora in una società pubblica o privata, è quella di ricorrere al prestito tramite la cessione del quinto dello stipendio. In questo modo, anche se è un cattivo pagatore, le garanzie per la banca o la società finanziaria che emette il prestito sono buone, in quanto il pagamento delle rate avviene tramite una trattenuta sulla busta paga.
Inoltre i cattivi pagatori possono accedere ai prestiti con delega di pagamento o ai prestiti cambializzati.
Esistono poi anche alcune società finanziarie che emettono prestiti ai cattivi pagatori senza richiedere garanzie. Ma questi prestiti sono solitamente di piccola entità, e presentano tassi di interesse elevati.

Come si può fare a verificare se il proprio nome è stato inserito nei database dei cattivi pagatori? Si, per effettuare il controllo basta richiedere una visura alla Centrale dei Rischi dei Cattivi Pagatori. La verifica può essere fatta sia sul proprio nominativo (persona fisica) che sulla propria azienda.

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